venerdì 4 giugno 2010

Le brutture e la loro percezione

Gli stati d'animo in cui ci troviamo, di giorno in giorno mutano, e ho notato che la conseguenza di questa inevitabile altalena mi fa percepire la realtà in modo bizzarro.
Ieri ad esempio mi trovavo a camminare a circa 80 cm dal suolo, ogni agente esterno ha cercato in tutti i modi di riportarmi a terra, di farmi perdere le staffe ma niente ha scalfito il mio sorriso, fino a quando, la notizia di un suicidio di una persona incrociata tantissimi anni fa ha fatto breccia nel mio buonumore.
Quest'uomo bellissimo, marito di una mia splendida conoscente, ha deciso, a 42 anni, di togliersi la vita ed, in questo modo, di negare per sempre ai suoi due figli e a sua moglie una vita serena.
Sarò troppo empatica, non lo so, ma non smetto di pensarci e una tristezza infinita mi pervade; non posso fare a meno di pensare che se ieri non fossi stata sulle nuvole questa notizia mi avrebbe portato a condannare questo schifo di mondo, ma, essendo permeata d'amore, provo solo sbigottimento per una scelta così estrema.
Mi è già successo in passato di sentire sulla mia pelle l'orrore di un suicidio terribile e anche allora non facevo che guardare il cielo azzurro ed ascoltare gli uccellini, pensavo alla risata di un bambino e al gusto delle fragole mature e la mia mente urlava: "Perchè hai voluto rinunciare a tutto questo? Lo so che di male ce n'è tanto ed è ovunque ma....guarda questo cielo e senti questo sole! Non sono meravigliosi??"
Quanto profonda dev'essere la sofferenza di un essere umano per scegliere di non vivere?
E quali sono i terribili meccanismi che ti portano a scendere sempre più in basso, intrappolandoti negli angoli più bui della mente?
Ora guardo quella foto che già è la mia preferita, un abbraccio nel verde silenzio del parco, e torno a sorridere anche se nel profondo piango queste morti per scelta.

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