giovedì 25 febbraio 2010

Flirtare

Quando ti accorgi di non voler nemmeno più flirtare...è grave?
Non so davvero cosa mi succeda ma l'idea di ammaliare un esponente del sesso opposto mi annoia, quasi mi irrita...
Che sia per il fatto che la scorsa settimana mi sono vista in una tipica situazione "di convivenza" in cui io, inarrestabile dalle 6.30 del mattino, mi ritrovo a sistemare casa alle 10 di sera, raccogliendo i panni asciutti dallo stendino, caricando la lavastoviglie dopo aver cucinato, liberato la tavola, pulito la cucina, ecc. ed inavvertitamente urto contro un vasetto di fiori e lo faccio cadere a terra, spargendo terra e cocci ovunque.
A questo punto, stanca, avvilita e affranta mi lascio andare ad una frase di lamentela e mi sento dire, dall'altra persona presente in casa, la quale se ne sta comodamente spaparanzata sul divano con la pancia piena senza aver alzato un dito per contribuire alla cena: "stai più attenta".
Un profondo respiro tentando di ritornare ad un atteggiamento conciliante e faccio presente il mio grado di stanchezza (14 ore senza mai fermarmi, nemmeno a pranzo) e mi sento dire "Eh! ma non è la prima volta che ti capita di far cadere qualcosa"
E ora ditemi...cos'avrebbe fatto una persona NORMALE in questa situazione?
L'unico pensiero che mi ha attraversato la mente è stato 'grazie al cielo questa non è la tipica scena di ogni mia serata'

mercoledì 24 febbraio 2010

Modalità di risposta: non risposta!

Quante volte vi sarà capitato di fare domande, inoltrare istanze, porre quesiti e ricevere in cambio il silenzio?
Ultimamente a me capita spesso, sarà perché pongo interrogativi scomodi, sollevo questioni difficili da affrontare e da risolvere ma questo non dovrebbe giustificare la mancata risposta!!!
Trovo che ci sia molta mancanza di rispetto in questo atteggiamento, un insulto all'intelligenza di chi attende un riscontro e che non lo riceverà mai, oppure riceverà solo una risposta di stand-by, quell'odioso: "appena ho tempo rispondo" al quale poi non segue nient'altro.
Chi, in altri casi, occupa posizioni che per funzione intrinseca hanno quella di ascoltare le problematiche di chi gravita loro attorno, ma che non si vogliono fare carico di nessuna decisione ma tendono a dilatare i tempi finché non sono oltre il maturo e quindi non più utili, dovrebbero trovare il coraggio di affrontare ciò che gli viene sottoposto!
Ogni ruolo in questa società piena di burocrazia implica risposte affermative e negative e sono ben consapevole che quelle affermative sono semplici da offrire ma sono altrettanto utili quelle negative, soprattutto se ogni risposta viene motivata.
Sfuggire dalle proprie responsabilità prendendo tempo non serve a nessuno ed è umiliante per tutti gli attori della vicenda!

giovedì 18 febbraio 2010

Schiacciati dal più forte

La vita di tutti giorni è costellata di episodi in cui si viene a contatto con le persone che detengono il potere decisionale, sia questo in ambito affettivo o lavorativo.

Queste dinamiche tendono a schiacciare il nostro essere persone senzienti e volitive, nonostante ci sia la capacità di far fronte ad ogni inconveniente, perché purtroppo in una società “civile” le nostre azioni sono il risultato di decisioni di altri.

Come spezzare questo circolo vizioso e smetter di accettare soprusi da queste persone limitate ed ignoranti, smettere di essere alle mercé delle loro idee futili ed incostanti, sballottati da un mare in burrasca, soggetti ai loro cambi d'umore e clientelismi vari.

Cercare una via d’uscita non è sempre semplice, è un continuo di porte sbattute in faccia, di muri di gomma, frustrazioni ed insoddisfazioni che si accumulano in ogni angolo della nostra persona.

Ovvio, nell’acquario il pesce grande mangia il pesce piccolo, il quale non ha abbastanza nutrimento per diventare a sua volta “grande” e così…o perire o …. cambiare acquario!

lunedì 15 febbraio 2010

Amici per la vita

Torno sul tema dell'amicizia perché mi è capitato di passare un paio d'ore con l'amica di una vita e abbiamo riso fino alle lacrime in un ritorno all'adolescenza!
Da piccole ci piaceva pensare di essere come Candy ed Annie, cresciute insieme ed inseparabili nonostante le esperienze di vita diverse; dopo 33 anni di conoscenza posso dir che è l'affetto, la complicità ed il legame è rimasto immutato.
Io e la mia Annie abbiamo quella specie di telepatia tipica dei gemelli, ci chiamiamo contemporaneamente anche se sono settimane che non ci sentiamo, i moltissimi chilometri che ci separano fisicamente si annullano ogni volta che ne sentiamo la necessità, basta una telefonata, oppure un'e-mail e siamo di nuovo vicine e pronte a sostenerci.
Questa è un'amicizia che ha sfidato il tempo, la distanza ed il mutamento personale la cui profondità è paragonabile al legame di sangue.
...e zucchero filato...

venerdì 12 febbraio 2010

Il tradimento del pensiero

O tradire col pensiero
Tante volte mi sono interrogata su quanto un tradimento si possa definire tale, dov'è la linea di demarcazione tra l'innocenza e l'onta del tradimento.
Quando accanto ad una relazione stabile si crea in noi il desiderio di un'altra persona, non necessariamente un desiderio fisico, quando cioè cresce la voglia di entrare in contatto con questa persona, comunicare con lei e condividere con lei momenti della giornata, pensieri, sensazioni, si tradisce?
Molti anni fa avrei detto si, questo è tradimento ed è da condannare, da stroncare sul nascere e per questo mi sono privata di persone che avrebbero potuto dar luogo a relazioni intellettualmente interessanti.
Ora sono giunta alla conclusione che queste necessità possono essere assecondate e coltivate in maniera sana e corretta, niente a che vedere con il tradimento fisico del partner, l'unione di due menti; la nostra crescita attraverso il confronto ed il dialogo con persone stimolanti possono arricchirci, farci sentire importanti, farci migliorare!
Certo è che da questo può nascere anche l'altro tipo di desiderio, a quel punto sta alla coscienza di ciascuno decidere se dar seguito o meno a questi impulsi, se vale la pena interrompere una relazione a causa dell'avvertimento, nato dal nostro essere interiore, che le nostre necessità stanno cambiando...
Nulla comunque è da condannare, ma tutto è da comprendere!


domenica 7 febbraio 2010

La forza di una donna

Il film che ho visto ieri sera mi ha aperto la strada a molte riflessioni sul ruolo di una donna in un nucleo familiare, soprattutto di una madre.
E' stato un film commovente, anche se non mi ha fatto sgorgare lacrime, soprattutto perchè probabilmente sono arrivata ad indurire talmente tanto il mio cuore da renderlo gocciolante di lacrime solo per fatti reali e non per fatti riportati su uno schermo.
Comunque questo non importa perchè l'immagine di donna che è uscita dal film è quella di un'eroina, non di quelle alla tomb rider, non una donna muscolosa come Ripley, che lotta contro mostri, guerre, o altri pericoli ... e nemmeno una donna che lotta contro un male incurabile,
o che lotta contro qualcosa che la ferisce...
E' una donna che non lotta ma che vive, che vive non per se, ma per i propri figli.
Un personaggio che riesce a sorridere e a cantare per sostenere i suoi bambini e donare loro un mondo a colori, con musica e un'esistenza degna di essere vissuta.
Quello che più mi ha fatto riflettere è che nel mio quotidiano non vedo madri che evitano di far ricadere sui propri figli le violenze di ogni tipo che loro subiscono, vedo invece madri che sfogano davanti a creature innocenti ed inconsapevoli i loro malumori, le loro frustrazioni, i loro errori, sia con discussioni che li rendono spettatori, sia con atteggiamenti crudeli nei loro confronti.
Tutto questo fa male a me che assisto da estranea...quanto male può fare a loro?
Nella vicenda vista sullo schermo, nonostante tutti gli sforzi fatti, questa madre non riesce a donare la spensieratezza a quei figli diventati adulti problematici ma non ha mai mostrato il proprio dolore e le proprie umiliazioni, perchè con il suo amore riusciva sempre a sopperire alle mancanze del mondo circostante.
Qual'è il segreto per riuscire a sorridere anche quando si è in ginocchio? Come si fa a reagire con vitalità in ogni situazione?
Accanto a questa madre e moglie, un'altra figura ha colpito la mia sensibilità....sempre una donna, questa volta una compagna di un personaggio afflitto da tristezza cronica, da insoddisfazione palese che cerca di curare con droghe di qualche tipo, per togliersi quel senso di vuoto interiore.
Quest'altra forza della natura riesce a sorridere e a vivere serenamente dando al proprio uomo un porto sicuro a cui approdare quando ne sente la necessità, senza farsi prendere dall'ansia, dalle paure di una perdita, di un'abbandono.
Lei c'è, e sdrammatizza con consapevolezza ed intelligenza.
Dov'è la scuola per diventare così? Madre e donna con risorse proprie in grado di risplendere nel buio più profondo?

martedì 2 febbraio 2010

drammi quotidiani

Ogni giorno ci scontriamo con superiori, vicini di casa, familiari, automobilisti imbranati ed ogni sgarbo, offesa o soppruso ci sembra un terremoto nello scorrere della nostra giornata.
Ognuno di noi ha percezioni diverse in merito a fatti o avvenimenti quotidiani ma il logorio di continui maltrattamenti, che siano essi fisici o psicologici cambia ben poco, porta a sofferenze che ci scavano dentro.
E' vero, ne siamo consapevoli, le tragedie nella vita sono altre e forse ci possiamo permettere di star male per sciocchezze ma quelle sciocchezze minano la nostra autostima giorno dopo giorno.
Lo sguardo va spesso a chi non ha nulla o che ha perso tutto, trovando nella nostra "ricchezza" la consolazione al malcontento giornaliero...quanta forza ha chi non ha niente da perdere?