Il film che ho visto ieri sera mi ha aperto la strada a molte riflessioni sul ruolo di una donna in un nucleo familiare, soprattutto di una madre.
E' stato un film commovente, anche se non mi ha fatto sgorgare lacrime, soprattutto perchè probabilmente sono arrivata ad indurire talmente tanto il mio cuore da renderlo gocciolante di lacrime solo per fatti reali e non per fatti riportati su uno schermo.
Comunque questo non importa perchè l'immagine di donna che è uscita dal film è quella di un'eroina, non di quelle alla tomb rider, non una donna muscolosa come Ripley, che lotta contro mostri, guerre, o altri pericoli ... e nemmeno una donna che lotta contro un male incurabile,
o che lotta contro qualcosa che la ferisce...
E' una donna che non lotta ma che vive, che vive non per se, ma per i propri figli.
Un personaggio che riesce a sorridere e a cantare per sostenere i suoi bambini e donare loro un mondo a colori, con musica e un'esistenza degna di essere vissuta.
Quello che più mi ha fatto riflettere è che nel mio quotidiano non vedo madri che evitano di far ricadere sui propri figli le violenze di ogni tipo che loro subiscono, vedo invece madri che sfogano davanti a creature innocenti ed inconsapevoli i loro malumori, le loro frustrazioni, i loro errori, sia con discussioni che li rendono spettatori, sia con atteggiamenti crudeli nei loro confronti.
Tutto questo fa male a me che assisto da estranea...quanto male può fare a loro?
Nella vicenda vista sullo schermo, nonostante tutti gli sforzi fatti, questa madre non riesce a donare la spensieratezza a quei figli diventati adulti problematici ma non ha mai mostrato il proprio dolore e le proprie umiliazioni, perchè con il suo amore riusciva sempre a sopperire alle mancanze del mondo circostante.
Qual'è il segreto per riuscire a sorridere anche quando si è in ginocchio? Come si fa a reagire con vitalità in ogni situazione?
Accanto a questa madre e moglie, un'altra figura ha colpito la mia sensibilità....sempre una donna, questa volta una compagna di un personaggio afflitto da tristezza cronica, da insoddisfazione palese che cerca di curare con droghe di qualche tipo, per togliersi quel senso di vuoto interiore.
Quest'altra forza della natura riesce a sorridere e a vivere serenamente dando al proprio uomo un porto sicuro a cui approdare quando ne sente la necessità, senza farsi prendere dall'ansia, dalle paure di una perdita, di un'abbandono.
Lei c'è, e sdrammatizza con consapevolezza ed intelligenza.
Dov'è la scuola per diventare così? Madre e donna con risorse proprie in grado di risplendere nel buio più profondo?
Nessun commento:
Posta un commento