sabato 13 marzo 2010

L'astrattezza dell'amore

Il post di oggi è la mera trascrizione di alcune frasi del libro che ho ultimato stamattina:
"Stava cercando di dire un'altra cosa; stava cercando di dire che l'incapacità di esprimere in modo soddisfacente i propri sentiementi era una delle nostre perenni tragedie. Non sarebbe stato granchè, nè sarebbe stato utile, ma almeno avrebbe rispecchiato il peso e la tristezza che aveva dentro. Invece lo aveva aggredito rimproverandogli di essere un fallito. Era come se avesse cercato un appiglio nel suo groviglio di sentimenti e si fosse ritrovata soltanto con dello sporco sotto le unghie. (...) 'Mi spiace. Non so cosa dire. So che ... che l'amore porta una trasformazione.' Adesso che aveva pronunciato questa parola, sentì sciogliersi la lingua. 'Ed è in questa luce che sto considerando le cose. Ecco. Pum. Mi sono trasformata e non importa com'è successo. Che tu parta o resti, sarà successo comunque. Così cerco di considerarti una metafora, o qualcosa del genere. Ma non funziona. La cosa più seccante è che, quando non ci sarai, tutto tornerà come prima. Per forza. E devo dire che in questo i libri non mi hanno aiutata molto. Perchè ogni volta che si legge qualcosa sull'amore, ogni volta che qualcuno cerca di definirlo, c'è sempre uno stato d'animo o un sostantivo astratto e io cerco di considerarlo così. E se tu non ci sei, non c'è nemmeno quello. Non c'è niente di astratto nell'amore.'" N. Hornby - Juliet, Naked.

Nessun commento:

Posta un commento