domenica 28 marzo 2010

Rivoluzione

Questa settimana è andato in onda uno "spettacolo" bandito dalle tv ufficiali, un gruppo di giornalisti imbavagliati dalla classe politica dirigente ha trovato la via di comunicare la propria idea a milioni di persone, persone che vogliono ascoltare pareri diversi da quelli che ogni giorno i giornali e telegiornali ci vendono come verità assolute.
Molti intellettuali sono intervenuti, chi in maniera pesante e forse volgare, chi con dolcezza e profondità, hanno avuto il potere di trasporre in parole il malessere che provo ogni volta che una notizia sulla vita politica del mio paese viene a galla; sentire che una sola persona può fare e disfare qualsiasi tipo di legge per adattarla alle proprie necessità, che un programma televisivo può venire sospeso per paura che alcune verità vengano portate al grande pubblico, che nessuno, e con questo nessuno mi includo, ha la forza di contrastare veramente questo regime dittatoriale latente, mi ha fatta sentire triste e incapace.
Tra tutti gli interventi che si sono susseguiti durante la serata quello che più mi ha commossa è stato quello di una ricercatrice precaria che ha chiesto a tutti di lottare per cambiare questo stato di cose perché siamo sempre pronti a criticare ma ormai quasi nessuno manifesta il proprio disagio e il proprio disprezzo per azioni ad personam che penalizzano le fasce più deboli della popolazioni ed arricchiscono i burattinai.
Saviano dice che molti di noi non si curano dei fatti di mafia perché pensiamo che siano relegati geograficamente lontano da noi e che riguardino solo traffici e omicidi tra di loro, ma gli affari delle associazioni mafiose sono ovunque e li dobbiamo vedere.
Così come dobbiamo vedere che, nonostante le nostre giornate scorrano tranquille e la nostra vita non sia in pericolo, non siamo liberi, non viviamo in un paese che cresce, non abbiamo un futuro roseo e purtroppo tutto questo è anche a causa nostra che ci siamo fatti narcotizzare..o come dice Luttazzi sodomizzare.

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