Uno degli insegnamenti fondamentali di mio padre.
Quando ero piccola tendevo a reiterare uno scherzo che sembrava far divertire gli altri fino a renderlo insopportabile e mio padre, per farmi smettere, citava questo detto, ma credo che a tutti da piccoli sia capitato di sentirselo dire.
I bambini hanno questa capacità di insistere nello scherzo finché diventa una tortura, forse per la loro sete atavica di attenzioni, o forse per l'energia che si ricava dalla propria capacità di far ridere gli altri.
Da adulti è importantissimo mantenere questa preziosa qualità, ogni giorno serve sdrammatizzare con una battuta, uno scherzo o una finta provocazione la realtà, ma, non essendo più cuccioli che vogliono farsi notare dai grandi, ci rendiamo subito conto di quando è il caso di smettere di scherzare.
E' sicuramente piacevole affrontare certi argomenti con la giusta ironia, non affrontando di petto ogni questione si vive meglio certo, ma quando l'oggetto della leggerezza è un'emozione, un sentimento, lo scherzo dev'essere breve e limitato, altrimenti corre il rischio di essere un camuffamento del reale perpetrato nel tempo.
Nessun commento:
Posta un commento